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Viticoltura biologica, un fenomeno tutto in divenire

Nel settore del biologico, un posto di tutto rilievo lo merita la viticoltura, una pratica che fino a qualche tempo fa sembrava essere impossibile per i più tradizionalisti. Vediamo allora insieme quali sono le soluzioni che il biologico propone alle normali problematiche presenti nei nostri vigneti.

Bere biologico, una gestione della viticoltura che parte dai terreni

Fra le caratteristiche più importanti della viticoltura biologica c’è senz’altro la gestione del suolo. Essa mira infatti a preservare la biodiversità, permettendo così la proliferazione dei microrganismi che sono utili alla fertilità del suolo e alla robustezza stessa della pianta.

Per questa ragione, proprio per favorire il proliferare dei microrganismi, i vigneti biologici sono solitamente “inerbati”. Presentano quindi un grazioso prato verde alla base che, una volta tagliato, verrà lasciato a marcire proprio sotto la vite, favorendo così la creazione del compost e la fertilizzazione.  

Come si tutelano le vigne da funghi e malattie?

Anche il biologico prevede l’utilizzo di rame all’interno del vigneto. Se si vuole però rispettare i canoni previsti, la dose somministrabile è di 4 kg/ettaro l’anno. Un dosaggio di rame inferiore rispetto alla viticoltura tradizionale permette quindi ai microrganismi di sopravvivere e allo stesso tempo alimentare la salute della pianta.

Alcune aziende, al posto del rame, scelgono di utilizzare lo zolfo, il piretro ed eventualmente altri parassitari e fungicidi di origine naturale per i trattamenti delle piante. Di sicuro se si vuole attuare una viticoltura biologica sono da escludere tutti i tipi di fitofarmaci. Il principio alla base è quello di utilizzare solo elementi presenti in natura per la gestione delle coltivazioni.

E in caso di pioggia come si fa?

Sappiamo benissimo che il rame, dopo una pioggia abbondante fluisce subito nel terreno e perde la sua efficacia sulla pianta. Per questo motivo solitamente all’interno dei vigneti biologici ci sono delle piccole stazione meteorologiche che monitorano il clima e determinano il momento migliore per dosare il rame, senza così sforare le dosi previste dai protocolli. 

Le rose, fedeli guardiane del campo

Accade spesso di notare delle colorate piante di rose piantate strategicamente all’inizio del filare. Esse, oltre ad essere un piacevole abbellimento, sono un sistema di monitoraggio della salute delle vigne. Tendenzialmente infatti le rose tendono ad ammalarsi prima rispetto alle viti e quindi a mostrare prima eventuali sintomi della malattia, permettendo di intervenire per tempo sulla vigna.

Viticoltura biologica: casi illustri nel territorio veneto

Fra le aziende vinicole che hanno scelto questo approccio in Veneto, ce n’è una che detiene il primato nella zona di Conegliano-Valdobbiadene. Perlage è stata infatti la prima azienda di questa zona a realizzare il prosecco biologico. Nell’olimpo del biologico ci sono anche La Cantine Pizzolato a Villorba (TV) e Le Carline di Pramaggiore (VE).