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Condifesa Venezia
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Rosoete, bruscandoi, carletti, radicio pedoco e rece de liegore: le cinque erbette più diffuse nei campi del Veneto

La primavera è arrivata anche se con un pizzico di ritardo e nei nostri campi cominciano a far capolino le erbette spontanee che la tradizione ha fatto diventare piatti memorabili della tradizione veneta.

Aprile stagione di erbette

In primavera c’è chi ama fare lunghe passeggiate al parco, chi una passeggiata in spiaggia e chi ama andare a erbette lungo i margini dei nostri campi. Le meraviglie offerte dalla vita di campagna e le risorse, che spesso madre natura offre in modo spontaneo, sono davvero inestimabili.

I nostri nonni ci hanno insegnato davvero tanto a riguardo: in campagna niente viene buttato ma al contrario tutto ha un suo senso e un suo scopo, anche le erbe spontanee.  Vediamo quindi quali sono le verdure selvatiche più diffuse in Veneto e in che tipo di manicaretto si trasformano una volta cotte.

Rosoe, rosoete, rosoline o peverel

Sono le foglie della pianta del papavero prima che questa fiorisca. Si raccolgono in primavera e vengono cotte da sole, oppure insieme ad altre erbe spontanee. In genere si bollono in abbondante acqua salata e poi vengono condite a piacere. I più esigenti aggiungono anche un tocco di pancetta stufata. Che le chiamate rosoete o peverel, questa erba spontanea, grazie al suo sapore dolce-amaro, è una delle preferite da chi ama andar per erbette in Veneto.

Bruscandoli, sparasee o luppoli

Questi germogli spontanei sono facili da riconoscere in quanto si presentano come virgulti di colore verde chiaro e spesso si arrampicano lungo gli argini dei fossati o i margini dei nostri campi. In genere con i bruscandoli si preparano gustosi risotti e ricche frittate, ma si mangiano anche bolliti come fossero degli asparagi. 

Carletti, sciopeti, verzuli, scrissioi o stringoli

Anche i carletti sono in cima alla classifica delle erbette spontanee in Veneto. Essi crescono in piccoli cespuglietti aderenti al terreno e, in base alla zona, possono assumere un sapore più o meno diverso. Per esempio nei terreni nei pressi di Chioggia, il sottosuolo leggermente sabbioso conferisce un retrogusto amarotico. In genere con questa erba spontanea si creano risotti e frittate, ma anche minestre salutari.

Radicio pedoco, pisacan, dente di leone, brusaoci, tarassaco

Si tratta del classico radicchio selvatico che, quando fiorisce, riempie i margini dei nostri campi di graziosi fiori gialli. Tuttavia questa erba spontanea va raccolta prima della sua fioritura, per gustare al meglio le foglie di questa pianta e le sue radici saporite. Si cucina bollendolo in acqua e poi facendolo saltare con un leggero soffritto. Il tarassaco può diventare il gustoso ripieno di una torta salata o un contorno dal leggero retrogusto amaro.

Recie de liegore, rece de lievore, recioìne, ricioline, silene alba

La forma delle foglie di questa pianta ricorda alla lontana la forma delle orecchie dei conigli. Essa è diffusa un po’ in tutta Italia e non solo in Veneto e spunta da maggio ad agosto. Viene utilizzata sbollentata come ripieno per i ravioli e talvolta nelle minestre. Ha un sapore molto dolce, per questo si tratta di un’erbetta amata di solito anche dai bambini.

La classifica delle 5 erbette più diffuse e apprezzate in Veneto finisce qui ma potrebbe in realtà continuare con altre piccole-grandi specialità che siamo sicuri vi faranno tornare in mente tanti ricordi legati alle vostre infanzie. Non ci resta quindi che augurarvi un buon raccolto di erbette selvatiche!