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Condifesa Venezia
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Parola agli associati, abbiamo intervistato Mirco Ormenese

Abbiamo deciso di intervistare alcuni dei nostri soci per scoprire come sta andando la stagione in corso. Abbiamo quindi intervistato Mirco Ormenese, contitolare della società agricola Ormenese Daniele, Bruno e Mirco. Ecco com’è andata! Risponde Mirco Ormenese.

Condifesa – Ci racconta un po’ la storia della sua azienda?

MO – Certo! La nostra azienda si trova a Musile di Piave. Io e mio fratello ci occupiamo di cereali (mais e frumento), oleaginose (soia) e abbiamo poi un bel vigneto con differenti tipologie di vite (pinot grigio, pinot bianco, chardonnay, glera, prosecco). In totale coltiviamo circa 50 ettari. Ci occupiamo di agricoltura da due generazioni,  mio padre ha dato inizio all’attività e oggi la portiamo avanti noi.

Come mai ha scelto di continuare quanto iniziato da suo padre?

MO – Volevo dare continuità alla proprietà lasciata dai miei genitori. Credo che l’agricoltura sia ancora un valore, anzi al giorno d’oggi ancor di più. Il nostro lavoro gioca infatti un ruolo per il futuro. L’agricoltura è in un certo senso un privilegio per la società e comporta un forte senso di responsabilità per la gestione dell’ambiente, l’utilizzo delle acque e dei terreni. È un ruolo di custodi di quello che ci è stato dato e questo ci fa andare avanti anche quando non c’è un ritorno economico consistente, perché la natura e la sua salvaguardia hanno un valore più grande.

E a proposito di ritorno economico, è per questo che ha diversificato la produzione?

MO – Beh il vigneto è senza dubbio un buon mezzo per avere un reddito. I seminativi provvedono sì al fabbisogno della nutrizione, ma i prezzi sono bassi e questo ci penalizza molto rispetto al costo di produzione. In ogni caso il nostro è un lavoro che si scontra anche con altre problematiche legate al clima e altri fattori, però con una buona strategia e l’aiuto di Condifesa si possono fare tante cose. Per esempio ora stiamo monitorando molto la faccenda della siccità, le prospettive sono in effetti preoccupanti, ma ci siamo assicurati per tempo attraverso il Condifesa.

Parlando di imprevisti e situazioni inaspettate, Covid-19 sta influendo sul suo lavoro?

MO – Noi non abbiamo al momento avuto problemi con la coltivazione dei cereali, anzi un pochino si è risollevata. Il problema riguarderà piuttosto il vino perché tenga conto che noi veniamo liquidati l’anno successivo alla vendemmia e non sappiamo al momento quanto la cantina sia riuscita a vendere. Ho sentito che altri agricoltori hanno avuto problemi persino con le potature, perché sono rimasti senza manodopera. Noi però abbiamo una potatura tardiva e abbiamo adottato le precauzioni: distribuito le mascherine, allungato i tempi e adeguato il servizio di trasporto dei lavoranti, organizzando più viaggi per ridurre il rischio di contagio.

Che tipo di servizi ha utilizzato di Condifesa?

MO – Siamo soci da tantissimo, assicuravamo il mais già negli anni ’70 quando ancora qui non era una coltivazione così diffusa. L’assicurazione è per noi un investimento prioritario, che fa parte della nostra strategia professionale di gestione. L’agricoltura negli anni passati era più legata ad una ciclicità assodata, senza tanti stravolgimenti, tranne quelli climatici ovviamente. Ora invece ci sono altri meccanismi. Da un lato c’è più burocrazia, dall’altro c’è anche uno studio maggiore e chi si è sempre occupato di strategia in agricoltura è ora più preparato e soprattutto tutelato, anche dalle polizze assicurative e dal Condifesa.

Nella nostra storia abbiamo avuto un paio di danni considerevoli. Il primo 4-5 anni fa a causa di un eccesso di pioggia abbiamo avuto un deterioramento qualitativo e quantitativo delle nostre uve. Ma abbiamo fatto subito la segnalazione e il Condifesa ci ha tutelato. Di fatto ci aveva già mandato l’allerta meteo, cosa che ci aiuta tantissimo perché sappiamo bene che servono dati certi, soprattutto con il meteo che è sempre così variabile e diverso anche a poche centinaia di metri di distanza.

Poi abbiamo avuto un problema di Mal dell’Esca con le viti. Si tratta di un complesso fungino che attacca le piante penetrando dalle ferite causate dalla potatura e non solo, decisamente nefasto. Circa due anni fa abbiamo avuto subito il pronto intervento del Condifesa e abbiamo avuto un interessante apporto finanziario per sostituire le viti e anche qualche consiglio per prevenire la malattia.