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Madre Terra rivendica le sue figlie

Il contadino è uomo! Niente di più stereotipato. Sempre più donne sono le protagoniste del panorama agricolo italiano e grazie a loro le attività del settore hanno subito enormi rivoluzioni in termini di innovazione, sostenibilità e biodiversità. Si tratta di un tema che in parte abbiamo già affrontato con la bella intervista condotta qualche tempo fa alla nostra associata Lia Rubini. Oggi abbiamo deciso di approfondire il tema e scoprire tutti i dettagli dell’agricoltura in rosa. 

L’agricoltura in rosa

Nonostante le difficoltà, che in tema di genere purtroppo sono ancora molte, dagli ultimi dati di Coldiretti emerge che più di un’azienda agricola su quattro in Italia è guidata da donne. Si tratta di quasi 215mila aziende all’interno delle quali emerge un altro dato molto interessante: il 25% dei casi è costituito da giovani donne  under trentacinque, un segnale senz’altro positivo anche per la presenza delle nuove generazioni. 

Tornando al tema della presenza femminile nei campi, siamo però convinti che i dati e le statistiche non riescano sempre a rilevare il fenomeno in modo esatto. La figura femminile in campo agricolo fin dall’inizio dei tempi ha sempre affiancato l’uomo nella vita rurale di campagna, come lavoratrice e con ruoli decisionali importanti nella gestione dell’azienda, anche se di fatto il titolare dell’attività risultava il marito.

Ora è finalmente arrivato il momento di rendere merito all’effettiva importanza delle donne nell’economia rurale e per quanto sia difficile, perché spesso il loro ruolo non viene riconosciuto ed è complicato da rilevare statisticamente, crediamo che anche il semplice parlarne faccia emergere il fenomeno. 

Fortunatamente ci sono infatti tante le donne che hanno deciso di cambiare vita per dedicarsi alla terra, o che hanno da sempre avuto passione per questo mondo e hanno aperto la loro attività. Donne imprenditrici che hanno coniugato tradizione a innovazione per dedicarsi a un settore ampio e ricco di soddisfazioni, come quello agricolo.

Soprattutto il mondo del vino è sempre più giovane e rosa. L’edizione 2019 di Vinitaly ha infatti registrato un vero boom per le giovani donne del vino con tantissime innovazioni al femminile.

Le donne aprono le porte delle loro aziende ai turisti, alle scolaresche, ai disabili, agli anziani – spiega Cinzia Pagnivicepresidente CIA (Confederazione italiana agricoltori) -, lo fanno creando agriturismi, fattorie didattiche e fattorie sociali, agriasili e agrinidi. Si tratta di servizi all’avanguardia che contribuiscono a portare al 35 per cento il contributo delle donne al valore aggiunto complessivo dell’agricoltura, che si aggira intorno ai 26 miliardi di euro. Di questi, quindi, ben 9,1 miliardi sono “rosa”: una cifra importante, che rivela il coraggio e la tenuta delle imprese femminili, capaci di percorrere strade e mercati nuovi pur di non soccombere alla crisi.

Per dare un metro di paragone, solo negli agriturismi metà del giro d’affari ‘dipende’ dalle donne: su circa 20mila strutture in tutta Italia, quasi il 40 per cento è gestito da imprenditrici, che muovono ogni anno un fatturato di circa 500 milioni di euro su un totale di 1,1 miliardi dell’intero settore”.

Le imprenditrici contadine: la case history trevigiana Bella 0.0.

Ma chi sono queste donne che attraverso innovazione, sostenibilità e biodiversità stanno facendo evolvere il mestiere dell’agricoltura?

Isabella Spagnolo, 48 anni, già leader nel mercato dei vini con l’azienda Iris Vigneti ha lanciato a Treviso bollicine a zero alcolBella 0.0 è una bevanda analcolica ottenuta con un brevetto in esclusiva mondiale che prevede l’utilizzo di mosto d’uva fresco non fermentato, micro filtrato addizionato di anidride carbonica. Il tasso alcolico rimane, senza eccezioni, 0.0.

Bella rappresenta la tradizione di una cultura antica, quella della vite, simbolo imprescindibile della nostra società. È un ponte che unisce passato e futuro, che soddisfa il desiderio di vivere in contatto con la natura. Bella prende vita tra le colline Venete e conquista il mondo, unendo gusti, culture e abitudini. Un grande passo avanti nell’industria enologica del nostro Paese e ambasciatrice del Made in Italy all’estero. Semplicità, fantasia, creatività sono le chiavi di questa ricetta: sintesi di arte, cultura e natura.

Conclusioni

Queste premesse fanno ben sperare in un futuro sempre più rosa nel settore agricolo.
Le donne hanno compreso il valore delle loro competenze e dei gesti con cui per millenni hanno custodito il mondo rurale e hanno fatto della tutela delle tradizioni locali e degli antichi saperi i punti di forza di un’agricoltura capace di creare nuovi flussi di reddito. Con determinazione e fantasia ristrutturano le aziende di famiglia, riorganizzano le produzioni, sperimentano percorsi innovativi.

Anche nella nostra associazione è sempre più crescente la percentuale delle aziende guidate da donne all’avanguardia e la loro fiducia nei nostri confronti non può essere che per noi motivo di orgoglio.