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Condifesa Venezia
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La parola ai soci!

Oggi diamo la parola a due consociati storici di Condifesa Venezia che ci raccontano in questa doppia intervista come le loro aziende agricole stanno affrontando il momento storico attuale e quali sono i servizi di Condifesa che li hanno resi soci affezionati. Diamo quindi la parola a Corrado De Martini, titolare dell’omonima azienda agricola di Cavarzere e Isidoro Di Tos, titolare di un’azienda di seminativi e uva a Jesolo.

Intervista a Corrado De Martini

Condifesa – Ci racconta un po’ la storia della sua azienda?

Corrado De Martini – La mia azienda si trova a Cavarzere in provincia di Venezia, più precisamente nelle frazioni di Dolfina e Ca’ Tron. L’attività agricola è cominciata con l’avvio di mio nonno, poi è passata a mio padre e ora a me che sono la terza generazione.

Condifesa – Ha quindi un legame familiare con questo fondo?

Corrado De Martini – Certo, si tratta di 25 ettari in cui da sempre coltiviamo orzo e frumento, in passato abbiamo anche alternato il mais e la soia.

Condifesa – Vista la sua tradizione familiare nell’agricoltura, ha notato un cambiamento significativo specie negli ultimi anni per quanto riguarda i meccanismi che regolano questo settore?

Corrado De Martini – Senza dubbio! Oggi cerchiamo di usare sempre meno i prodotti fitosanitari e di condurre una migliore lavorazione del terreno.

Condifesa – In che senso?

Corrado De Martini – Nel senso che cerchiamo di fare meno passaggi sul terreno. Questo ci consente di limitare l’uso dei macchinari e quindi di diminuire per esempio l’uso del gasolio, un aspetto fondamentale per la questione inquinamento. Inoltre c’è anche una maggiore ottimizzazione dei tempi: fare meno passaggi ma più efficaci significa meno spese, un aspetto non trascurabile in un momento in cui l’andamento dei prezzi non è dei migliori ed essere oculati diventa un imperativo.

Condifesa – A proposito di oculatezza, la diffusione di Covid-19 ha influito sulle modalità del vostro lavoro?

Corrado De Martini – Abbiamo una coltivazione molto automatizzata, quindi la manodopera è minima. Anche per questo non abbiam avuto grandi difficoltà. Solo all’inizio dell’anno abbiamo subito dei ritardi nelle consegne dei concimi e dei fitosanitari ma si è trattato di un fenomeno circoscritto.

Condifesa – Vista la sua permanenza storica in Condifesa Venezia, cosa si sente di consigliare a chi non è ancora socio?

Corrado De Martini – Faccio parte di Condifesa da sempre, da circa 20 anni e credo di aver fatto la scelta giusta. Mi hanno consigliato la polizza giusta per le mie esigenze e ad oggi ho usufruito più volte dell’assicurazione contro i danni da grandine, con risarcimenti adeguati e in tempi opportuni.

Oltretutto, per chi come noi è sempre impegnato in azienda, trovare il tempo per informarsi su tutte le novità in fatto di tutela non è sempre facile. Con Condifesa invece io non devo fare niente di più. Il loro staff mi informa sempre sulle novità e poi io scelgo cosa fare a seconda delle esigenze che ho. Credo che questo sia un grande risparmio di tempo ed energie. Per gli agricoltori che quindi non si sono ancora associati, consiglio di farlo perché oggi è ancor più importante tutelarsi.

 

Intervista a Isidoro Di Tos

Condifesa – Ci racconta un po’ la storia della sua azienda?

Isidoro Di Tos – La mia azienda ha la sede legale a Jesolo ma in realtà i terreni non sono raggruppati tutti insieme, ci sono appezzamenti anche a San Donà. Coltiviamo tutti i seminativi, tranne la barbabietola che per me non rendeva bene, e poi ho anche l’uva: cabernet, merlot, pinot grigio, verduzzo, chardonnay. Non ho il prosecco perché all’inizio non ci ho creduto…

Condifesa – Quando ha cominciato questo lavoro?

Isidoro Di Tos – È una storia lunga… io ho 86 anni. All’inizio avevo preso un albergo a Jesolo, un’attività che mi ha dato una rendita che ho poi investito nell’agricoltura. È così che ho cominciato. Mi ritengo un grande agricoltore perché ho sempre avuto un occhio di riguardo per la qualità. Pensi che il mio frumento, circa 22 ettari, passa tutti i controlli qualità con ottimi voti. Ha addirittura ottenuto un punteggio proteine pari a 14 e questo mi riempie di orgoglio! Io dò questo frumento a un mulino locale che lo lavora. Una volta gli ho fatto avere un campione che è piaciuto molto e così è nato il nostro rapporto commerciale. In sintesi la qualità viene premiata soprattutto dalle realtà più piccole e, anche se i prezzi hanno fenomeni altalenanti (durante la raccolta si abbassano sempre), abbiamo sempre dei buoni punteggi anche in termini di premi di filiera.

Condifesa – A proposito di prezzi e andamento economico, alcuni sostengono che le dinamiche legate a Covid-19 non tocchino l’agricoltura. È d’accordo?

Isidoro Di Tos – Io non vedo grossi danni nell’agricoltura dati dal Covid. Secondo me le difficoltà ci sono state soprattutto per i piccoli produttori di vino che si sono trovati tutte le attività chiuse e non sapevano più a chi venderlo. Noi però fortunatamente abbiamo linee di mercato anche all’estero che ci hanno garantito una buona continuità.

Condifesa – Quindi bisogna avere una mente aperta in agricoltura ed essere disposti a trovare nuovi meccanismi?

Isidoro Di Tos – L’agricoltura deve evolversi ai tempi e ai mercati. Solo chi mantiene una linea progredita va avanti, gli altri, quelli che vogliono essere tradizionalisti a tutti i costi, restano indietro e implodono perché non tornano i conti. L’innovazione deve riguardare molti aspetti. Anche avere macchinari all’avanguardia è prioritario. Avere per esempio un trattore che prepara il terreno in un solo passaggio è fondamentale perché elimina le spese extra.

Condifesa – In questi innumerevoli anni di attività sicuramente avrà vissuto diversi momenti importanti. Quanto è stato utile essere soci di Condifesa?

Isidoro Di Tos – Io consiglio sempre ai miei colleghi che ancora non l’hanno fatto di diventare soci e racconto sempre la mia esperienza. I miei terreni sono particolari perché non sono tutti uniti in un unico appezzamento e già questo è un aspetto che genera una situazione particolare. L’anno scorso per esempio ho avuto su una porzione un danno ingente da grandine. Ho chiamato il perito che ha fatto la valutazione e mi ha fatto i complimenti per i nostri terreni. Il risarcimento è arrivato in modo corretto e nei tempi giusti. Poi due-tre anni fa mi è successo anche che ho avuto un danno da eccesso di pioggia. Le vigne del pinot grigio erano in sofferenza assoluta. La prima valutazione aveva calcolato un danno del 68%, poi siccome non riuscivo proprio a consegnarlo alle cantine, ho richiesto un’ulteriore perizia e ho raggiunto il 78%. Con coltivazioni e problematiche così diverse è importante essere informati sulle varie possibilità di tutela e Condifesa è bravissima in questo.