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Allevamenti sostenibili per il benessere animale

L’approccio industrializzato degli ultimi settant’anni ha condotto alla nascita di allevamenti sempre più grandi e inquinanti. Ad averne fatto le spese sono gli animali, che vivono condizioni lontane da quelle naturali, ma anche la salute umana è messa a rischio, poiché la quantità è spesso preferita alla qualità.

Bisogna quindi intervenire e agire affinché si diffondano buone pratiche di produzione e allevamento orientate alla sostenibilità e al benessere degli stessi animali, perché solo così si può cercare di offrire un efficace contributo in termini di sostenibilità ambientale al futuro del pianeta.

Una visione d’insieme

A livello nazionale, tra i prodotti zootecnici alimentari le carni rappresentano più del 60% del valore della produzione zootecnica mentre il latte oltre il 30%. La maggior parte della produzione proviene dal sistema intensivo concentrato in alcune aree del Paese; infatti anche se gli allevamenti sono diffusi su tutto il territorio nazionale, oltre i due terzi dei capi si trovano in quattro regioni settentrionali: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Il comparto zootecnico è una realtà economica importante dell’agroalimentare veneto e contribuisce per quasi il 40% al valore della produzione agricola. All’interno di questo si distingue quello bovino, che risulta rilevante per diffusione e tradizione, sia per la produzione di carne che per la produzione di latte, alla base dell’importante filiera casearia veneta di formaggi DOP.

Quando si parla di allevamento sostenibile

L’industrializzazione e l’intensificazione nella zootecnica solleva problematiche ambientali che in futuro condizioneranno sempre di più la gestione e la sopravvivenza degli allevamenti, è per questo che la sostenibilità in questo settore rappresenta un aspetto fondamentale di cui tener conto nella progettazione e gestione del sistema produttivo. La sostenibilità di un allevamento è determinata dalla sua incidenza sugli equilibri ambientali, come la qualità dell’aria e dell’acqua, il suolo, la biodiversità e la qualità del paesaggio.

La crescente consapevolezza rispetto a queste problematiche, compresa l’attenzione verso la salute degli animali stessi, ha favorito la diffusione di allevamenti sostenibili ed etici. La principale differenza tra il metodo intensivo e questi allevamenti ecosostenibili risiede proprio nel processo di produzione: nel primo caso, si punta alla quantità, massimizzando risorse e concentrando le tempistiche, mentre nel secondo caso si fissano e si seguono dei criteri rispettosi del benessere animale. In quest’ultimo caso si tratta quindi ad esempio di scegliere di utilizzare per gli animali cure e farmaci prevalentemente naturali, farli vivere in spazi consoni, avendo cura dell’igiene e del loro comfort, promuovendo un’alimentazione mirata e selezionata, rispettando i comportamenti sociali specifici delle varie specie.

Il trend attuale: allevamenti di nicchia e alta qualità

Il nuovo trend è quello di tornare alla “vecchia fattoria”, abbandonando i capannoni industriali, passando da un metodo di allevamento intensivo a delle pratiche etiche e sostenibili.

Le abitudini dei consumatori sono infatti cambiate, sono molto più attenti alle proprie scelte alimentari, soprattutto in fatto di carne. Prediligono sempre più carni da allevamenti a Km 0, che garantiscano massima qualità e sicurezza, vogliono conoscerne le origini e assicurarsi che tutte le pratiche utilizzate siano rispettose nei confronti dell’animale. È per questo che iniziano a nascere dei piccoli allevamenti isolati, anche qui in Veneto, di razze pregiate e più di nicchia, come per esempio la Bufala o la Chianina. La Bufala è un animale che non ha avuto selezione da parte dell’uomo, è quindi rimasto molto rustico. Si ammala difficilmente perché ha un sistema immunitario molto più forte dei bovini. La Chianina è un animale nobile e delicato, che richiede specifiche attenzioni per raggiungere una crescita ottimale. Possiede un corredo genetico impareggiabile e necessita di tecniche di allevamento sensibili e precise.

Si tratta di un nuovo approccio all’allevamento, capace di soddisfare una specifica nicchia di mercato che, oggi, tanto più nicchia non è.

La strada verso una sostenibilità ambientale delle imprese zootecniche deve essere necessariamente percorsa e richiede investimenti di capitale tecnologico, che porti maggiore produttività da un lato, ma anche un ragionamento più consapevole su tutto il ciclo produttivo. Si tratta di un processo lento, che mette al centro il benessere dell’animale, ma avrà ricadute positive in futuro sulla salute dell’uomo e dell’ambiente.